Nelle dichiarazioni sul ritorno del nucleare in Italia ricorre sempre una sigla: SMR. Il Governo li indica come la tecnologia di riferimento, Enel e Ansaldo stanno selezionando quale modello adottare, Edison ed EDF ne hanno presentato uno a Milano. Vale la pena capire cosa sono, perché l'Europa ci sta investendo e, soprattutto, cosa separa oggi la promessa dalla realtà.

Cosa significa "piccolo e modulare"

SMR sta per Small Modular Reactor. Le due parole contano entrambe.

Small indica la potenza: per convenzione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, fino a 300 MW elettrici per unità, contro i 1.000-1.600 MW di un reattore di grande taglia. In pratica, il mercato usa la sigla con una certa elasticità: il Rolls-Royce SMR britannico arriva a 470 MW, il Nuward franco-italiano a 400.

Modular è l'idea industriale: costruire i componenti principali in fabbrica, in serie, e assemblarli in cantiere, invece di costruire ogni centrale come un'opera unica. È la stessa logica che ha abbattuto i costi di pannelli solari e turbine eoliche. Nel nucleare non è mai stata applicata su scala commerciale.

La fisica non cambia. La grande maggioranza degli SMR in sviluppo in Occidente sono reattori ad acqua leggera pressurizzata o bollente, cioè la stessa tecnologia delle centrali attuali, ridisegnata in piccolo con più sistemi di sicurezza passivi: raffreddamento per circolazione naturale, nessuna pompa da alimentare in emergenza, contenimento semplificato. Una minoranza, i cosiddetti reattori avanzati o AMR, usa refrigeranti diversi (piombo, sodio, sali fusi, elio) e in alcuni casi combustibile riciclato; sono più lontani dal mercato.

Perché l'Europa ci scommette

Tre ragioni, in ordine di peso.

Il costo dei grandi reattori è esploso. Olkiluoto 3 in Finlandia ha richiesto 18 anni e circa il triplo del preventivo; Flamanville 3 in Francia 17 anni e più di quattro volte il budget iniziale. L'amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, lo ha detto a maggio 2026 riferendosi all'esperienza slovacca del gruppo: partiti da 7 milioni di euro per megawatt, atterrati a 11-12. Un impianto da 300 MW costruito in serie, in teoria, ha meno modi di andare fuori controllo.

Il taglio serve. Un reattore da 1.600 MW ha senso solo in reti grandi e con un sito capace di assorbirlo. Un'unità da 300 MW può sostituire una centrale a carbone esistente usando la stessa connessione alla rete, come a Doicești in Romania, o fornire calore a un distretto industriale, un porto, un polo di data center.

La politica industriale. L'Unione europea ha creato nel 2024 un'Alleanza industriale per gli SMR con l'obiettivo dichiarato di avere i primi impianti europei in esercizio nei primi anni del prossimo decennio. Per Francia, Regno Unito e Italia il tema non è solo energetico: è non lasciare a Stati Uniti, Russia, Cina e Corea un mercato che si stima in centinaia di unità nel mondo.

Chi sta facendo cosa in Europa

Lo stato dei progetti a ottobre 2026, dai più avanzati:

Paese Progetto Tecnologia Stato Primo esercizio previsto
Romania Doicești, RoPower NuScale, 6 moduli, 462 MWe Decisione finale di investimento presa a febbraio 2026 inizio anni 2030
Regno Unito Wylfa, Great British Energy-Nuclear Rolls-Royce SMR, 3 unità da 470 MWe Contratto firmato ad aprile 2026, oltre 2,5 miliardi di sterline pubblici; design in fase 3 di valutazione metà anni 2030
Repubblica Ceca Temelín, ČEZ Rolls-Royce SMR, fino a 6 unità Contratti per lavori preliminari, aprile 2026 metà anni 2030
Polonia Orlen Synthos GE Vernova BWRX-300, 14 unità in 3 siti (programma da 26) Richiesta di aiuto di Stato primi anni 2030
Francia e Italia Nuward (EDF, Edison) PWR da 400 MWe Prima serie di 10 impianti annunciata il 18 settembre 2026, cantieri dal 2030 2035 per il primo in Italia

Il dato che accomuna tutta la tabella: nessun SMR occidentale produce elettricità commerciale oggi. L'impianto più avanzato in assoluto non è in Europa ma in Canada: il BWRX-300 di Darlington, in Ontario, in costruzione con prima energia prevista per fine 2030. Tutto ciò che si dice sui costi degli SMR europei è ancora stima.

Fonti: Nuclear News Network, Nuclearelectrica, World Nuclear News.

E l'Italia

In Italia si muovono tre soggetti, con ruoli diversi che spesso vengono confusi.

Nuclitalia è la società costituita a maggio 2025 da Enel (51%), Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%), tutte riconducibili al Tesoro. Non costruisce reattori: li seleziona. Il suo compito è valutare i design SMR ad acqua più maturi e definire i requisiti per il sistema Paese, con una scelta attesa entro novembre 2026 e una mappatura di circa 800 imprese italiane della filiera. È il soggetto da seguire per capire quale tecnologia arriverà davvero.

Edison ed EDF, con Nuward, hanno presentato a Milano il 18 settembre 2026 il progetto di un SMR europeo da 400 MW: una prima serie di dieci impianti tra Francia, Italia, Polonia, Belgio e Finlandia, cantieri dal 2030, primo reattore italiano operativo nel 2035. Edison si propone come investitore e operatore; Ansaldo Nucleare è partner industriale di Nuward dal 2023; tra i fornitori citati Saipem, Webuild, Walter Tosto, ATB Riva Calzoni. L'investimento dichiarato è "nell'ordine di decine di miliardi" per l'intera serie. Nessun sito italiano è stato indicato.

Newcleo è il caso a parte: società italo-francese fondata da Stefano Buono, sviluppa reattori veloci raffreddati al piombo, cioè una tecnologia avanzata e non ad acqua. Sta costruendo a Brasimone, sull'Appennino bolognese, un dimostratore non nucleare da 10 MW termici atteso nel 2027. Si è quotata al Nasdaq il 22 settembre 2026 e ha perso oltre il 23% il primo giorno: il mercato ha prezzato la distanza tra la valutazione e un prodotto che non esiste ancora. È un promemoria utile su quanto sia lungo il percorso per i reattori di nuova concezione.

In sintesi: l'Italia sta scegliendo un SMR ad acqua tra quelli già in sviluppo altrove, con Nuward in posizione di favore per la vicinanza industriale a EDF e Ansaldo, mentre i reattori avanzati restano orizzonte di ricerca.

Quello che gli SMR non hanno ancora dimostrato

Essere onesti con il lettore vuol dire mettere in fila anche questo.

I costi. L'argomento della serie funziona se la serie c'è. Il primo esemplare di qualunque SMR costerà come un prototipo, e il caso NuScale è istruttivo: il progetto nello Utah fu cancellato nel novembre 2023 quando il prezzo stimato dell'elettricità superò quello che le utility clienti accettavano di pagare, prima ancora di posare una pietra. Le stime attuali dei primi impianti europei non sono pubbliche nel dettaglio.

I tempi di licenza. Un reattore nuovo va autorizzato dall'autorità di sicurezza di ciascun paese. EDF e Nuward stanno conducendo una Joint Early Review con otto autorità europee per allineare in anticipo i requisiti: è un'iniziativa intelligente, ma in Italia l'autorità con cui dialogare è ancora da istituire, come abbiamo spiegato nell'analisi sulla legge delega.

La filiera. Costruire in fabbrica presuppone la fabbrica. Nessuno in Europa ha oggi una linea di produzione in serie per recipienti in pressione e moduli nucleari; Rolls-Royce la sta progettando nel Regno Unito. L'Italia ha competenze reali (Ansaldo Nucleare ha fornito settori della camera a vuoto di ITER, Walter Tosto e altri lavorano per i grandi reattori esteri) ma nessuno stabilimento nato per questo.

Il combustibile e le scorie. Un SMR ad acqua usa uranio arricchito al 3-5% come i reattori attuali; alcuni AMR richiedono uranio arricchito fino al 20% (HALEU), oggi prodotto quasi solo in Russia. Le scorie per unità di energia non sono inferiori, e secondo alcuni studi sono superiori, a quelle dei grandi reattori. Il Deposito nazionale resta un problema aperto, con o senza SMR.

Cosa guardare nei prossimi mesi

Tre segnali diranno se la scommessa europea sta diventando realtà:

  1. La scelta di Nuclitalia, attesa entro novembre 2026: quale design e con quale partner industriale.
  2. I primi cantieri nucleari veri, non lavori preparatori: Doicești e Wylfa sono i candidati, e le date di posa della prima pietra sono il dato da confrontare con gli annunci.
  3. Il primo prezzo dichiarato per kilowattora di un SMR europeo, in un contratto e non in un comunicato. Finché non c'è quello, il confronto con rinnovabili e gas resta teorico.

Nel frattempo, la regola per leggere le notizie sugli SMR è semplice: distinguere tra accordo, decisione di investimento, licenza e cantiere. Sono quattro cose diverse, e in Europa, a oggi, quasi tutto si ferma alla seconda.